Il culto del pesto

15 Febbraio 2012

Non succede per caso, si tratta di una vera tradizione.

 

In Liguria ogni momento è giusto per mangiare la focaccia.

 

A merenda, a tavola per accompagnare i pasti principali, ma anche a colazione con caffè o cappuccino.

Si, i Liguri doc inzuppano la focaccia nel cappuccino. Potrebbe sembrare assurdo ma… provare per credere: è una delizia. Buona anche all’ora dell’aperitivo per accompagnare un bicchiere di vino tipico della zona, come il Vermentino e il Pigato.

 

Ed ecco che la fantasia si fa creatrice e restituisce come risultato le tante varianti della ricetta base. Infatti la “fugassa” viene preparata con un impasto di di farina di frumento, irrorata d'olio d'oliva e cosparsa di grani di sale marino. Ma a partire da questa semplice e intramontabile ricetta, ecco che si sviluppano le più diverse e gustose varianti.
Ad ogni zona la sua: a Recco la variante con il formaggio, e ad Imperia la “pissallandrea”, pasta di pane ricoperta da cipolle cotte, olive e acciughe.

 

Simbolo di una tradizione gastronomica che si sposta dalle cucine dei ristorantini, alla strada.

 

Si, perché se in Sicilia abbiamo passeggiato gustando arancini e spiedini di pesce alla griglia, panelle e pescetti fritti, la Liguria non è da meno.

 

Regione affacciata sul mare, ha sviluppato da sempre la tradizione del cibo da strada. Soluzione perfetta per i lavoratori dei porti e i pescatori.

 

E allora, ecco la famosa e nutriente “farinata”, i “frisceu” (frittelle di verdura di salvia, borragine, lattuga), i pesciolini in pastella, i “ciculli” (frittelle di ceci), le frittelle di baccalà, i fiori di zucca e gli “sgabei” (pezzettini di pane fritto). E poi ci sono tutte le torte di verdure, tra cui ricordiamo la celebre “torta Pasqualina”.

 

 

Impossibile non parlare ora del vero simbolo della gastronomia ligure. Presente in ogni cucina, preparato secondo tradizione e con un basilico che è stato riconosciuto come prodotto di denominazione di origine protetta, il pesto ligure è un vero culto.

 

 

Preparato con il mortaio di marmo, il profumo del basilico mi mischia a quello dell’aglio, dei pinoli, del parmigiano, del sale grosso, del pecorino sardo e del grande olio extravergine Dop della Riviera ligure.

 

 

L’olio qui è sopraffino, e viene usato anche per condire i primi piatti caratteristici della Regione come le trofie, le trenette "avvantaggiae"  ( con un condimento di patate e fagiolini) fino al minestrone di verdure e alle lasagnette.

 

 

Buon viaggio, tra i sapori delle taverne e quelli di strada!

 

 

 

Margherita Stefania



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